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sabato 25 luglio 2015

Come organizzare un week-end in agriturismo

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Le nostre giornate sono talmente piene di stress e di impegni che è difficile barcamenarsi fra il lavoro, la casa, il partner, i figli, gli amici e magari anche la palestra e qualche hobby.
Allora perché non dire basta a tutto questo e staccare la spina per un po', magari per un intero week-end?
E cosa c'è di meglio che organizzare un week-end in un agriturismo per rilassarsi, godersi la natura e anche del buon cibo?



Quando si decide di trascorrere un intero week-end in un agriturismo, la prima decisione da prendere riguarda la meta. Di certo si tratterà di un bel posto tranquillo, immerso nel verde e nella quiete della natura, ma dove? La scelta è veramente ampia. SI va dalle verdi distese incontaminate umbre e toscane alla splendida Sardegna, al tavoliere delle Puglie, all'Emilia Romagna fino giù alla Calabria... Insomma, se si parla di trascorrere un fine settimana in Italia non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Di certo va tenuto in considerazione il tempo a propria disposizione per concedersi questo piccolo lusso. Se si hanno solamente un paio di giorni liberi sarebbe meglio scegliere un posto non troppo lontano da dove si vive, per evitare di trascorrere la maggior parte del tempo in automobile o comunque in viaggio.


Scelta la meta, non è mai una cattiva idea dare un'occhiata alle previsioni meteo. Nonostante in alcuni periodi dell'anno sembrerebbe scontato aspettarsi un determinato clima, è buona norma controllare in anticipo per evitare di trovarsi impreparati sotto uno spiacevole acquazzone, magari senza ombrello né impermeabile.
Se abbiamo figli e decidiamo di portarli con voi, informiamoci presso la struttura prescelta in merito a eventuali sconti o offerte promozionali per famiglie. Non sempre ci sono possibilità di questo tipo, ma tentar non nuoce e risparmiare qualcosina fa sempre comodo.

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Se invece abbiamo animali domestici, assicuriamoci che siano ben accetti all'interno dell' agriturismo. In caso contrario, provvederemo a informare un parente o un amico della nostra assenza, chiedendogli di prendersi cura del nostro cucciolo per un paio di giorni.


Fatti tutti i controlli di routine siamo quasi pronti a partire, mancano gli ultimi dettagli che renderanno il week-end indimenticabile e organizzato al meglio.  Siamo già al corrente di eventuali attività extra che l'agriturismo mette a disposizione della clientela? 

Al giorno d'oggi ogni attività commerciale ha un proprio sito internet.  
Con una rapida visita potremo controllare cosa ci offre la struttura prescelta ed eventualmente prenotare escursioni, gite a cavallo, trattamenti di bellezza, menu particolari e via dicendo.  


Non ci resta altro che preparare la valigia e tuffarci a capofitto nel nostro week-end, goderci ogni momento e ricaricare le batterie prima di tornare in città.


Non dimenticare mai:
Se avete particolari esigenze in fatto di cibo (intolleranze,allergie) una telefonata all'agriturismo prescelto vi risparmierà brutte soprese al vostro arrivo

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venerdì 24 luglio 2015

Voce del verbo Fare “La Valigia”



E’ iniziato il countdown per moltissimi italiani che ad agosto lasceranno le città per rifugiarsi in chissà quali luoghi lontani e paradisiaci.


Dita incrociate per il tempo per tutti coloro che resteranno nel Belpaese, che quest’anno è parecchio capriccioso dal punto di vista meteorologico…

Ma la fase principale di questo viaggio è prepararsi.. non solo studiare l’itinerario per scovare posticini nascosti e mete poco conosciute ma soprattutto l’incubo prima di ogni partenza è .. fare la valigia.

Dovrebbero inventare dei corsi per le valigie perfette, perché non so voi, ma spesso ci si ritrova con la valigia piena e niente di adeguato da mettere…

Vediamo allora come preparare una valigia/zaino utile e senza spreco di spazio per una vacanza mista mare e posti da visitare.. diciamo abbastanza alla buona!

Prima regola: pianificare l’abbigliamento giorno per giorno. Inutile riempire la valigia con mille abiti pensando “magari mi serve” “potrei avere voglia di metterlo”. Riduciamo al minimo l’indispensabile.
SOS pieghe: Non solo piegare, ma soprattutto arrotolare. Tantissimi capi, come ad esempio le giacche o vestiti lunghi, mantengono poi delle pieghe odiossime, meglio arrotolarli! Una volta tolti dalla valigia saranno perfetti!

Biancheria intima: meglio un paio di slip in più che uno in meno! Mettete la biancheria in piccoli sacchetti in modo da poterli appoggiare ovunque anche in posti diciamo .. non proprio a 5 stelle!

Immancabili: filo, mollette e sapone di marsiglia..utili alleati al dramma del “ho tutto sporco”.
Asciugamano in microfibra.. che può essere utilizzato come telo bagno o salvietta mare.. un tuttofare insomma!
Fermenti lattici e imodium, in vacanza non si sa mai!

Scarpe: un paio di scarpe da tennis possono tornare sempre utili.. sandali ed infradito sicuramente li metteremo a meno che la nostra vacanza non preveda la scalata del monte Everest .. e per i tacchi direi che ci saranno altre occasioni per sfoggiarli!
Chiudete le scarpe in appositi sacchetti in modo che non si mischino con i vestiti puliti!
Già che ci siete mettete un paio di sacchetti vuoti in più, saranno utili per le cose sporche. Meglio più sacchetti piccoli che uno solo grande!

Beuty case sinonimo di gioie e dolori.. optiamo per piccole dosi, necessaire fatto per lo più di opzioni solide – es. shampoo e balsamo a saponetta in modo da risparmiare peso e spazio.
Pinzetta e rasoio immancabili per urgenze dell’ultimo momento.
Elastici per i capelli: non ce n’è mai abbastanza!
Make up: poco, solo l’essenziale.. con l’abbronzatura siamo già mille passi avanti senza bisogno di pasticciarci troppo con il trucco.

Macchina fotografica, cellulari e caricatori vari.. ognuno la pensa in modo diverso sull’uso della tecnologia in vacanza ma averla dietro non fa male, certo poi bisogna limitarne l’uso..


Lasciare un po’ di spazio libero.. non vorrete mica tornare a casa senza degli acquisti fatti sul posto?!


Una lista ci salverà!

Insomma bisogna organizzarci … so che è un po’ ingegneristico ma stendere una lista con le cose da portare in vacanza diversi giorni prima di partire è la strategia migliore.
Man mano che ci vengono in mente cose da portare le aggiungiamo così il giorno della preparazione si farà in un batter d’occhio cancellando volta per volta quello che è già stato inserito!

Dulcis in fundo: mi raccomando la targhettina con nome e numero di telefono.. nel caso in cui il baglio dovesse finire chissà dove!
A  MENO DI UN'ORA DA MILANO

Balguàrt





A volte non è necessario spingersi molto lontano, basta anche una gita fuoriporta per concedersi un po' di relax. Ecco un viaggio alla scoperta della Lombardia, delle sue tradizioni culinarie e del suo patrimonio artistico

Questa terra per nove decimi non è opera della natura; è opera delle nostre mani; è una patria artificiale". Quando Cattaneo scrisse questa frase, nel 1845, il territorio lombardo era già molto antropizzato. Ma, in realtà, la Lombardia riserva grandi sorprese e bellezze naturali, in particolare, nelle tante aree protette sparse su tutto il suo territorio.

Anche perché è stata la prima regione a legiferare sulle aree protette introducendo concetti innovativi nella tutela del territorio, istituendo parchi fluviali, come il Parco Lombardo della Valle del Ticino, nel 1974, che è stato il primo in Europa. Invece, basta una passeggiata lungo i sentieri delle montagne della Lombardia per vedere liberi stambecchi, cervi, caprioli, camosci, lepri.
Una regione compatta, ma allo stesso tempo così varia al suo interno. Che fu prima dei Galli, poi dei Barbari, dei Longobardi, e poi ancora di Francesi e di Spagnoli.
Dal punto di vista culinario ogni paese lombardo ha sviluppato così, nel corso del tempo, piatti tradizionali, legati soprattutto alla vita contadina e al frutto dei campi. Dunque la cucina lombarda accomuna gastronomie di province diverse, con una serie di prodotti gastronomici tipici della produzione agricola della regione. Un denominatore comune lo si riconosce nei piatti derivati dai prodotti agricoli disponibili, in funzione delle risorse naturali: le acque di laghi e fiumi, i pascoli, quindi pesce d'acqua dolce, latte e derivati, carne bovina e suina, riso e mais. Sui metodi di elaborazione e di cottura di questi alimenti hanno avuto influenza le dominazioni che nel corso dei secoli vi si sono succedute: ad esempio le polpette di carne cotta che i milanesi chiamano mondeghili, prendono il nome dalle consorelle catalane, che in quella lingua si dicono appunto mandonguilles.
La cucina lombarda è cucina delle lunghe cotture, dei bolliti e degli stufati, degli intingoli adatti ad accompagnarsi alla polenta più che al pane, del riso e delle paste ripiene più che della pasta di grano duro, del burro e del lardo più che dell'olio.
Alcune tra le specialità tipiche della Lombardia sono: la büsèca, ovvero la trippa cucinata in un modo particolare (in asciutto o in brodo), la luganega, ovvero la salsiccia di origine lucana, la pulénta üncia, ovvero la polenta ai formaggi e al burro cucinata in un modo particolare e il tocch, altra varietà molto particolare di polenta al burro.
Ecco, dunque, una selezione di 20 mete a meno di un'ora da Milano, per tutti coloro che non hanno la possibilità di andare troppo lontano, o che magari semplicemente hanno voglia di esplorare la propria terra. Varie proposte che spaziano dalla Brianza al Cremonese, dal Pavese fino al Varesotto, alla scoperta della regione più popolosa d'Italia.



Ceravall
Un classico: l’Abbazia di Chiaravalle, uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia, risale al 1134 quando arrivò in queste zone un gruppo di monaci dell’Abbazia di Citeaux in Francia. L’Abbazia divenne subito il cuore del borgo, il polo culturale e sociale attorno al quale ruotava la vita del villaggio. Ancora oggi si respira questa sua importanza, in un’atmosfera piena di storia e spirituralità
Ceravall



Balguàrt
Chi non è mai andato a rinfrescarsi nelle acque fresche del Ticino, durante le calde e afose giornate di Agosto? Bereguardo, noto ai più per il caratteristico Ponte di barche, si trova nel Pavese presso la riva sinistra del Ticino e offre uno dei punti migliori per un tuffo, una nuotata o anche solo per sentirsi un po’ in vacanza. Sempre qui potete acquistare un ottimo miele biologico all'Apicoltura Il Boschetto, un'azienda a conduzione familiare le cui origini risalgono al 1978. 


Avgevan
Piazza Ducale di Vigevano, con il suo meraviglioso Duomo costruito da Francesco II Sforza, dedicato al patrono Sant’Ambrogio, è tra le più belle d'Italia. Una curiosità: Vigevano e Milano condividono lo stesso patrono, ma al contrario dei milanesi, i vigevanesi festeggiano il Beato Matteo Carreri, loro protettore. Il giorno delle festività è così non il 7 dicembre come per Milano, ma il lunedì seguente la seconda domenica di ottobre.
Avgevan

Serè

Abbadia Cerreto deriva il suo nome dai cerri, alberi della famiglia delle querce comuni in quella zona, ma anche e soprattutto dall’Abbazia del Cerreto. Fondata nel 1084 da Alberico di Montecassino, l’Abbazia, di architettura romanico-gotica, fu eretta dai monaci benedettini, passando poi ai monaci cistercensi nel 1131, fino a divenire commenda nel 1431 ed essere soppressa nel 1798.


Trèss
L'ansa dell'Adda sotto la rupe del Castello Visconteo accoglie dal 1906 la storica Centrale Idroelettrica Taccani di Trezzo sull’Adda, la più interessante di tutta la Lombardia, commissionata all'architetto Gaetano Moretti. L'edificio è un esempio di architettura eclettica per la compresenza di un linguaggio modernista e una forte connotazione neoromanica

Trèss
LA VAL TREBBIA, SPIAGGE TURCHESI TRA BOSCHI E CANYON

La zona dei meandri (© M. Frova)





Cinquanta chilometri di spiagge incantevoli a un’ora da Milano


La Sardegna in Appennino? Forse il paragone è un po’ ingeneroso… ma per la Trebbia! Per trovare acque trasparenti, azzurre e limpide qui non servono né aerei né traghetti… Scherzi a parte, un bagno in Trebbia è un ‘esperienza magica e non solo per la qualità delle acque. Il fiume è uno dei più puliti d’Italia e lo scenario selvaggio nel quale scorre, soprattutto nell’alta valle, è indimenticabile. Le acque sono sicure e, da giugno a settembre, la loro temperatura è ideale per il bagno (magari a giugno le potreste trovare un pò freschine…). Il luogo per una gita in giornata spettacolare. L’altitudine e la conformazione del territorio, inoltre, rendono il clima estivo, piacevole, caldo ma mai afoso.

Prima del bagno, un po’ di storia…

La valle ha sempre avuto una grande importanza strategica, come testimoniato dai molti castelli e torri di avvistamento disseminati nei borghi o sulle cime delle montagne intorno. Dall’altra parte della valle, infatti, si scende in Liguria. Qui Annibale ha combattutto una battaglia contro i Romani, la Battaglia della Trebbia, nel 218 a.C. Per questa valle è passato il Barbarossa, con il suo esercito, attraversando l’Italia verso nord (e maledicendo questo territorio così impervio, a quei tempi non c’era la strada!).

Nel giugno del 1799 la Trebbia fu teatro di un’altra battaglia, nella quale le truppe austro-russe sconfissero quelle francesi in ritirata verso la Liguria.

Per la Val Trebbia passava una delle vie del sale, percorsi usati Medioevo per trasportare il prezioso elemento dalla Liguria alla Pianura Padana. La valle era attraversata anche da alcuni tragitti della via Francigena, il lungo percorso che seguivano i pellegrini dal nord Europa verso Roma, che nelle valli piacentine si ramificava seguendo vie diverse. I passaggi della via Francigena sono ben segnalati e potete seguire le indicazioni se volete fare qualche passeggiata nei boschi, sulle orme dei pellegrini. Ernest Hemingway attraversò la valle come corrispondente di guerra, nel 1945, se ne innamorò e ci tornò poi per pescare. La storia della valle però, è indissolubilmente legata a Bobbio100Km_Focuson e a San Colombano100Km_Focuson, il monaco irlandese che qui fondò la famosa abbazia.

… e adesso, in acqua!

Le spiagge sono decine, molte sono ben visibili dalla strada che risale la valle. Ve ne segnaliamo alcune, diverse per tipologia e accessibilità. Se come noi vi innamorerete subito di questa valle, vi consigliamo una piccola guida dedicata a queste spiagge: Filippo Tuccimei, Mystic Rivers. Trebbia e Aveto, 2013.

Vitigno. Al km 98,7 della SS45 prendete bivio per Barberino, attraversate il ponte, dopo 500 m trovate un cancello verde sulla destra. Proseguite altri 100 m, c’è una strada campestre chiusa al traffico. Parcheggiate e proseguite a piedi, dopo poco arrivate a una grande spiaggia di ghiaia e sabbia immersa in una natura meravigliosa. È adatta alle famiglie e mai affollata. Vedi Mappa, Spiaggia 1.



LA VAL TREBBIA, SPIAGGE TURCHESI TRA BOSCHI E CANYON  ( www.100kmdamilano.it) 

Cinquanta chilometri di spiagge incantevoli a un’ora da Milano





La Sardegna in Appennino? Forse il paragone è un po’ ingeneroso… ma per la Trebbia! Per trovare acque trasparenti, azzurre e limpide qui non servono né aerei né traghetti… Scherzi a parte, un bagno in Trebbia è un ‘esperienza magica e non solo per la qualità delle acque. Il fiume è uno dei più puliti d’Italia e lo scenario selvaggio nel quale scorre, soprattutto nell’alta valle, è indimenticabile. Le acque sono sicure e, da giugno a settembre, la loro temperatura è ideale per il bagno (magari a giugno le potreste trovare un pò freschine…). Il luogo per una gita in giornata spettacolare. L’altitudine e la conformazione del territorio, inoltre, rendono il clima estivo, piacevole, caldo ma mai afoso.

Prima del bagno, un po’ di storia…

La valle ha sempre avuto una grande importanza strategica, come testimoniato dai molti castelli e torri di avvistamento disseminati nei borghi o sulle cime delle montagne intorno. Dall’altra parte della valle, infatti, si scende in Liguria. Qui Annibale ha combattutto una battaglia contro i Romani, la Battaglia della Trebbia, nel 218 a.C. Per questa valle è passato il Barbarossa, con il suo esercito, attraversando l’Italia verso nord (e maledicendo questo territorio così impervio, a quei tempi non c’era la strada!).

Nel giugno del 1799 la Trebbia fu teatro di un’altra battaglia, nella quale le truppe austro-russe sconfissero quelle francesi in ritirata verso la Liguria.

Per la Val Trebbia passava una delle vie del sale, percorsi usati Medioevo per trasportare il prezioso elemento dalla Liguria alla Pianura Padana. La valle era attraversata anche da alcuni tragitti della via Francigena, il lungo percorso che seguivano i pellegrini dal nord Europa verso Roma, che nelle valli piacentine si ramificava seguendo vie diverse. I passaggi della via Francigena sono ben segnalati e potete seguire le indicazioni se volete fare qualche passeggiata nei boschi, sulle orme dei pellegrini. Ernest Hemingway attraversò la valle come corrispondente di guerra, nel 1945, se ne innamorò e ci tornò poi per pescare. La storia della valle però, è indissolubilmente legata a Bobbio100Km_Focuson e a San Colombano100Km_Focuson, il monaco irlandese che qui fondò la famosa abbazia.

… e adesso, in acqua!

Le spiagge sono decine, molte sono ben visibili dalla strada che risale la valle. Ve ne segnaliamo alcune, diverse per tipologia e accessibilità. Se come noi vi innamorerete subito di questa valle, vi consigliamo una piccola guida dedicata a queste spiagge: Filippo Tuccimei, Mystic Rivers. Trebbia e Aveto, 2013.

Vitigno. 
Al km 98,7 della SS45 prendete bivio per Barberino, attraversate il ponte, dopo 500 m trovate un cancello verde sulla destra. Proseguite altri 100 m, c’è una strada campestre chiusa al traffico. Parcheggiate e proseguite a piedi, dopo poco arrivate a una grande spiaggia di ghiaia e sabbia immersa in una natura meravigliosa. È adatta alle famiglie e mai affollata. Vedi Mappa, Spiaggia 

Informazioni pratiche
Come arrivare
In automobile. 
Autostrada A1 Milano- Bologna, uscita Piacenza Sud. Prendete la Tangenziale Sud di Piacenza, e alla 3a uscita seguite le indicazioni per Bobbio o Val Trebbia.

Punto di partenza

Rivergaro, lungo la SS45 della Val Trebbia. 
L’itinerario si spinge un po’ oltre i 100 km… ma una volta che sarete sulle spiagge, siamo sicuri che ci perdonerete.


Periodo consigliato
Giugno-settembre se volete fare il bagno, altrimenti aprile-ottobre.

Tempo necessario
Una giornata

Adatto a
Tutti. Alcune spiagge sono accessibili facilmente, per altre è necessario percorrere qualche tratto di sterrato, quindi se avete bambini piccoli o anziani al seguito, informatevi sul posto. In ogni caso, portate sempre ciabatte o sandali robusti, e magari anche sedie pieghevoli.

DA CUSAGO AD ABBIATEGRASSO, A SPASSO TRA LE CASCINE  ( www.100kmdamilano.it




È un itinerario a brevissimo raggio, lungo l’asse del Naviglio Grande. Un gita fuori porta da mezza giornata, che può anche in parte essere percorsa in bicicletta (la parte delle cascine). Potete percorrelo per intero oppure scegliere, tra le mete proposte, quelle che vi interessano di più: il castello di Cusago, le cascine dell’abbiatense, Abbiategrasso e l’abbazia di Morimondo.

Il Castello di Cusago


Il castello di Cusago





Il grande castello appena fuori Milano fu fatto costruire nel XIV secolo da Bernabò Visconti come residenza di campagna: non ha infatti torri angolari difensive, ma un’unica torre centrale, sopra l’entrata. Filippo Maria Visconti lo fece collegare con un canale (che oggi non esiste più) al Naviglio Grande, perché fosse facilmente raggiungibile da Milano. Nonostante le sue dimensioni e la sua bellezza è stato abbandonato al degrado per decenni, soprattutto per quanto riguarda l’ala ovest, quella opposta all’ingresso. Oggi il castello è privato e chiuso al pubblico, ma è iniziata un’attività di valorizzazione e recupero dell’edificio e del suo giardino interno a opera di varie associazioni. Le occasioni per visitarlo non mancano: viene aperto per eventi, rievocazioni storiche, mostre o spettacoli. Non aspettatevi sale affrescate e arredi, in quanto gli interni versano in pessime condizioni e le spoliazioni sono state molte. Ha però un suo fascino anche così, un po’ fatiscente. È comunque auspicabile che il lavoro iniziato per il suo recupero dia presto buoni risultati e che l’edificio possa tornare, almeno in parte, al suo antico splendore. Per info sulle aperture potete vedere il sito della pro loco di Cusago (www.prolococusago.org o www.cusagotacc.com).

Tra le rogge e le cascine, verso Abbiategrasso

Dopo aver visitato il castello potete andare direttamente ad Abbiategrasso, tornando sulla strada Vigevanese e seguendo le indicazioni, oppure seguire un percorso attraverso le cascine. Se la giornata è bella e l’aria è tersa, ve lo consigliamo vivamente: le campagne sono magnifiche, le cascine sono tutte antiche, con qualche traccia di fortificazione, e lo sfondo è costituito dal massiccio del Monte Rosa. Anche in caso di nebbia si tratta di un paesaggio molto suggestivo, ma se non siete dotati di un navigatore satellitare c’è il rischio di perdersi… Vi consigliamo di riprendere la Vigevanese e, dopo 5,5 km, girare a sinistra, sulla SP 236, quindi seguire per Fagnano. Si tratta di un piccolo borgo agricolo dove si trova anche una piccola Villa Borromeo, che però non è visitabile. Da qui proseguite per la Cascina del Conte e poi per la Cascina Grande, nel comune di Vermezzo, restaurata dal proprietario negli anni Venti del Novecento in stile medievale. Potete anche andare un po’ a zonzo, lungo le strade strette, e non temete di perdervi: un’indicazione per Abbiategrasso si trova sempre.


100KM_Mappa_Cusago









giovedì 23 luglio 2015


Com'è bello navigare sul fiume Adda!

Un suggestivo percorso naturalistico lungo il fiume Adda, per conoscere e vivere la natura all'insegna del turismo responsabile e della mobilità sostenibile. A pochi chilometri da Milano, a Trezzo sull'Adda, si può navigare, noleggiare bici e audioguide teatralizzate, oppure fare anche una semplice gita in un territorio davvero bello e ricco di testimonianze storiche come il villaggio operaio di Crespi d'Adda, patrimonio dell'umanità.
 Si naviga fino a ottobre il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Per i gruppi e le scuole è necessaria la prenotazione. Su richiesta le barche possono navigare anche in settimana. Tra Imbersago e Brivio naviga ADDARELLA, battello elettrico a emissioni zero da 48 posti. Cullati dal lento fluire dell'acqua i naviganti si immergono nella natura rigogliosa del paesaggio prealpino lacustre, ricco di fauna, flora acquatica e storia. La navigazione dura circa un'ora e arriva fino alla palude di Brivio.
Sul Naviglio Martesana, a Vaprio d'Addae a Concesa (frazione di Trezzo sull'Adda) è possibile imbarcarsi sulla STRADIVARI:una motonave da 25 posti. Ripercorrendo una navigazione centenaria la Stradivari vi svelerà i segreti delle dimore storiche presenti lungo il canale.
Nel "laghetto" di Trezzo sull'Addaquest'anno navigherà ROMULUS, barca a impatto zero con 38 posti a sedere. A lei sarà affidato il servizio da crociera primaverile ed estivo nel tratto fluviale trezzese, con imbarcadero alla Centrale Taccani.
Il catamarano AUTARI (18 posti) navigherà in uno degli scenari più belli del basso corso dell'Adda compreso tra Fara Gera d'Adda e Cassano d'Adda.
Tutte le info su http://visitadda.com
 L’Adda è ideale anche per le escursioni in bicicletta: la sua strada alzaia, insieme a quella del Naviglio Martesana e alla fitta rete di strade “bianche”, consente di percorrere ininterrottamente da Milano a Lecco.
Le scoscese rive dell’Adda, le colline briantee e i rilievi prealpini offrono invece percorsi adatti a tutte le tipologie di mountain bikers, dagli amatori ai professionisti.
Sulla mappa interattiva del sito visitadda.com potete visualizzare i numerosi percorsi tematici, i servizi turistici e la legenda dei sentieri.
Notizie, orari e altre info su www.visitadda.com

mercoledì 22 luglio 2015

Polo è uno dei capi più difficili da abbinare!!!!!




La polo è chic,ma difficile da portare ecco qualche consiglio......






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Vi piacciono le polo? A me moltissimo perché danno subito al look un tocco chic, persino quando sono indossate con jeans sportivi. Attenzione però, perché la polo è uno dei capi più difficili da abbinare! Ecco allora qualche dritta per indossare le polo evitando scivoloni.
A me piacciono parecchio le polo che stanno un poco avvitate perché sottolineano curve e giro vita. Basta non esagerare: avvitata sì, ma non strizzata, altrimenti c’è il rischio che i bottoncini esplodano!
Bello l’abbinamento polo e blazer colorato, oppure polo rossa e pantaloni bianchi. Meglio evitare la gonna a pieghe  da sostituire con un paio di shorts per un look sbarazzino.


La polo è chic, ma soprattutto è sportiva: rendete più femminile il vostro look abbinando la polo ad un jeans scuro a sigaretta, oppure a degli skinny bianchi o beige se la polo è a tinta unita.
In genere con la polo io mi metto le ballerine, ma anche le decolleté. Vanno bene pure gli stivaletti (corti se si è bassine, alti da indossare sopra i pantaloni se si è slanciate). Per ottenere un effetto casual sì agli sneakers, con la zeppa o senza.


Adesso veniamo agli accessori…Con una polo corta e avvitata infilata nei pantaloni, va benissimo la cintura a vista. Se la polo è a mezze maniche può essere portata con dei braccialetti. 

Sì alle borse da portare su una spalla, a mano o alle borse a bauletto.


Ciò che invece non sopporto in abbinamento alla polo sono le collane (soprattutto quelle lunghe ed eleganti). Assolutamente out con le polo sono gli orecchini di perla e, in generale, i gioielli d’oro, il foulard (va bene soltanto se legato alla borsa), qualsiasi tipo di cappello, le pochette e le clutch.



la polo è un capo difficile. Non ve l'aspettavate vero? Vi sento già mormorare: "Come la polo? La indossi sui jeans e sei subito più elegante che con una maglietta, la indosso sulla gonna quando non ho più camicie stirate."

Eppure per quanto abusata la polo è un capo difficile, come ogni capo preso dall'armadio maschile va capito, e sicuramente interpretato.



La polo è sempre di cotone e abbastanza morbida, ha il colletto morbido come le Lacoste di quando eravamo bambini. Può essere di vari modelli e distinguiamo:
  • Polo maschile dritta, a volte oversize, mezze maniche
  • Polo avvitata maniche lunghe
  • Polo avvitata maniche corte
  • Polo che ha il colletto da camicia, la cui resa varia molto a seconda della fattura.



Premetto che quando dico che è un capo difficile non intendo un capo che fa danni e sta bene solo a poche (come i leggings), ma che come abbinamento è difficile per tutte le forme del corpo (chi più chi meno). Essa è in grado infatti di rendere un look sciatto e per non farlo ha bisogno di molte attenzioni.


Prima valutiamo dei vari modelli quali si possono salvare:

Polo maschile dritta lunga e talvolta over size. Con dritta non intendo la vecchia lacoste che usavate da bambine, quella tenetela, che non le fanno più così robuste. Intendo il modello dell'uomo, da uomo, largo e pendente. Che sia maniche lunghe o corte rendetelo a lui, non dona a nessuna forma perché rende troppo maschili quelle a cui il modello dritto dona (rettangolo mele e triangoli invertiti con poco seno), per le altre non commento nemmeno.



Le polo avvitate maniche lunghe, con collo morbido da polo... Io mi chiedo perché le abbiano inventate. Non c'è nulla da fare, sono brutte, se poi in fondo alla manica hanno l'elastico... Brrr! Ci sono le magliette maniche lunghe tanto carine, se avete bisogno di qualcosa al collo usate un foulard.



"come ti salvo la polo"
Il problema della polo è che per creare un bel look deve essere:
  • Colorata o ben rifinita
  • Il colletto non deve essere troppo mollo dai successivi lavaggi.


E soprattutto ha bisogno di un look sportivo-elegante non facile da ricreare, quindi:
  • Jeans meglio se dritti o a sigaretta, gli skinny stanno meglio con top lunghi, quelli a zampa con magliette aderenti.
  • Jeans scuri o slavati ad arte, in ogni caso non molli e cascanti.
  • Pantaloni sportivi, cargo o simil jeans non di colori troppo scuri, a parte il marrone. Perfetto beige, corallo, salmone, verdone, e toni pastello, ma anche colori più carichi. Modelli anche in questo caso slim o a sigaretta, o appena un po' bootcut.

  • Ballerine, mocassini o scarpa da ginnastica ordinata, vanno bene anche superga o all star se poco usurate.

  • Shorts, un ottimo modo per togliere pesantezza alla polo, lo shorts può essere degli stessi colori del pantalone ma anche un po' più scuro e semplice. Sia del modello più sportivo ma anche con risvolto.
  • Niente collane appariscenti e scegliete orecchini medio piccoli. Il contrasto striderebbe troppo.
  • Cintura, specie se colorata o di cuoio.
  • Maglione a V o girocollo, avvitato o leggermente sblusato, non molto oltre la cintura. D'estate di cotone non troppo sottile, da scartare il nero, perfetto blu se la polo è colorata, d'inverno a trecce. Righe orizzontali e rombi sono molto preppy e quindi perfetti per accostarsi alla polo.



Evitare come la peste:
  • La polo sopra una gonna che non sia una mini di jeans.
  • La polo su un look troppo anonimo fatto di colori base. Meglio scegliere almeno i pantaloni o la polo colorati, o almeno beige.

  • Abbinare la polo al cardigan lungo, già il cardigan non è il suo miglior match, ma quello lungo ricorda troppo un vestito per adattarsi a una polo.
  • Il cardigan con i bottoni, se proprio dovete scegliere un cardigan meglio corto e di quelli che restano aperti.
  • La felpa con la zip dovrebbe essere abbinata a t-shirt, mentre quella chiusa specie se avvitata è un buon abbinamento, anche se sportivo, con la polo. Meglio se tirate su il colletto però.
  • Non fatemi nemmeno pronunciare sulle felpe senza cappuccio e girocollo, non avrebbero dovuto lasciare gli anni 90.